Il “certificato di nascita” della banda musicale di Bisceglie risale al 1832, come attesta il sindaco Monterisi nella documentazione inviata alla Prefettura di Bari per la formazione di una graduatoria delle bande in base all’anzianità delle istituzioni e del numero dei componenti. 

storia

La banda di Bisceglie era la settima sulle ventisei esi¬stenti nella provincia di Bari. Il successo salì sempre più dal 1853 al 1859 quando ad istruire la banda di Bisceglie di 33 elementi, che indossavano “l’uniforme di panno bleu, con collaretto e paramani color scarlatto, ornati di galloni d’argento e con lira ricamata in argento nella estremità delle falde”, vi fu il maestro napoletano Emmanuele Gotus.

Nel 1863 alla direzione del Corpo musicale, formato da 31 elementi, giunse il maestro Raffaele Annoscia di Bari, proveniente da una famiglia di insigni musicisti. Vi fu dopo, un periodo di scollamento fin quando fu nominato dal consiglio comunale a dirigere la banda il maestro Roberto Curci di Barletta, figlio dell’illustre musicista Giuseppe, che istituì una scuola di musica. Sei anni dopo gli subentrò la bacchetta di Biagio Abbate di Bitonto, padre dei maestri Gennaro ed Ernesto, che segnerà un’epoca d’oro per la banda biscegliese.

Le guerre aumentarono le difficoltà finanziarie della banda e dopo il secondo conflitto mondiale la banda risorse su interessa¬mento di Domenico Belsito, presidente dell’associazione e scuola di musica “Santa Cecilia” a Bisceglie. Il grande concerto bandistico “Città di Bisceglie” si rimise in moto nel 1963 con la direzione del musicista e compositore Cataldo Gigante di Molfetta (primo maestro del grande Riccardo Muti) che vi rimase fino al 1971.

Nel periodo più recente la storia bandistica ha annoverato il nome del maestro Raffaelle Miglietta di Taranto che dal 1989 al 1994 fu protagonista con la banda da giro di Bisceglie di grandi stagioni concertistiche apprezate su tutto il territorio nazionale. (da “La banda e la memoria. Storia e maestri dell’antica istituzione musicale di Bisceglie” di Luca de Ceglia).

 

 

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